Archivio per la categoria ‘Curiosità’

Dopo la prima parte delle 50 canzoni da viaggio pubblicate dal sito web The Jetpacker.com di qualche giorno fa e che potete trovare qui, ecco le seguenti 25 canzoni facenti parte della classifica.

25. Bon Jovi – Livin’ on a Prayer

24. Tom Petty & The Heartbreakers – Runnin’ Down a Dream

23. Eagles – Already Gone

22. The Beatles – Drive My Car

21. Edgar Winter Group – Free Ride

20. Steppenwolf – Magic Carpet Ride

19. Whitesnake – Here I Go Again

18. Lindsey Buckingham – Holiday Road

17. Ray Charles – Hit the Road Jack

16. Creedence Clearwater Revival – Up Around the Bend

15. The Rolling Stones – Start Me Up

14. Sheryl Crow – Everyday Is a Winding Road

13. Sammy Hagar – I Can’t Drive 55

12. Bruce Springsteen – Born to Run

11. Supertramp – Take the Long Way Home

10. The B-52′s – Roam

9. Fleetwood Mac – Go Your Own Way

8. The Who – Baba O’Riley

7. Lynyrd Skynyrd – Free Bird

6. AC/DC – Highway to Hell

5. Johnny Cash – I’ve Been Everywhere

4. Willie Nelson – On the road again

3. Steppenwolf – Born to Be Wild

2. The Beach Boys – I Get Around

1. Rascal Flatts – Life Is a Highway

Vi è piaciuta la classifica? Cosa avreste tolto e cosa inserito?

A mio parere una dimenticanza non da poco da parte di Jetpacker è stata quella di Iggy Pop – The Passenger, una delle canzoni che probabilmente rappresenta al meglio il girovagare.

Come avrete potuto notare inoltre, nessuna canzone made in Italy fa parte della classifica essendo the Jetpacker un sito web oltre oceano.

Per rendere omaggio al bel paese ho deciso di inserire una canzone dei Sud Sound System, non perchè parla esattamente di un viaggio ma perchè chissà quanti di noi l’avranno canticchiata e ballata sul volante magari dirigendosi verso sud per le vacanze estive in Salento. 😉

L’articolo originale di The Jetpacker.com lo potete trovare qui

Buon viaggio! 🙂

Frugando in casa avete trovato qualche nostalgica vecchia foto di famiglia?

Perchè invece di riporla di nuovo nel cassetto non la rimodernizzate un pò? Come? Attraverso il fotoblog Dear Photograph.

Sull’idea alla base dello Sleeveface, di cui avevo parlato in questo vecchio post, anche in Dear Photograph gli utenti sovrappongono le foto d’epoca a quello che rimane degli scenari in cui queste sono state scattate.

Di seguito qualche esempio giusto per rendere meglio l’idea.

maryn0503

LaSardina

Miss Sydney Marie

Interessante, vero!?

Nel caso vogliate dare uno sguardo alla gallery completa basta visitare il fotoblog all’indirizzo DearPhotograph[punto]com.

Chi risiede a Londra in questo periodo sicuramente avrà notato come giorno dopo giorno la città è sempre più presa dai preparativi per le olimpiadi 2012 ormai alle porte.

Gli inglesi come da abitudine stanno studiando ogni minimo particolare per rendere i giochi olimpici un evento unico.

Sono scesi talmente nei particolari da addirittura trasformare i cestini della raccolta differenziata in pattumiere Hi-Tech con tanto di schermo LCD e Hot Spot Wi-Fi gratuito.

I costi d’installazione delle pattumiere si aggirano intorno ai 30.000 £ (circa 36.000 €) e per il loro mantenimento durante i ventuno anni di contratto saranno necessari altri 500.000 £ per ogni contenitore.

Ma le spese di Renew, questo il nome dei cestini Hi-tech, non graveranno sulle casse della City of London in quanto la società è sostenuta da lavoratori ed imprenditori della città.

Attualmente sono 25 i contenitori installati  tra le vie cittadine e si sta lavorando per raggiungere le  75 unità prima dell’inizio delle olimpiadi.

Gli schermi LCD trasmetteranno ogni giorno dalle 6 am alle 23:59 pm notizie riguardanti finanza, società, sport, arte, cultura, intrattenimento, ecc. Inoltre alla data di inizio delle olimpiadi Renew verrà utilizzato anche come Hot spot Wi-Fi gratuito.

Il progetto tutto britannico sta interessando anche altre grandi metropoli del mondo tra cui New York, Tokyo e Singapore in primis.

Per più informazioni su Renew si può visitare il sito ufficiale del progetto Renewsolution[punto]com

Trovato qui

Qual è la prima cosa vi viene in mente pensando ad una città fantasma?

Probabilmente: desolazione, degrado, inquietudine, malinconia.

Tutti sappiamo che una città fantasma è una città senza ormai nessun segno di civiltà e in totale abbandono a se stessa. Ma in pochi probabilmente si chiederanno quale sia stato il motivo dell’abbandono.

Le cause possono essere varie: migrazione della popolazione per zone più ricche economicamente, completo fallimento del sistema economico che le sosteneva o purtroppo catastrofi naturali (e non) che le hanno praticamente quasi rase al suolo.

  • Prypiat (Ucraina)

Situata ad un centinaio di km da Kiev il suo triste destino è legato alla tragedia di Cernobyl del 1986.

Essendo una delle città prossime al reattore che fece tremare l’Europa intera, la città è stata evacuata in quanto a distanza di tanti anni l’area rimane ancora insicura per la vita umana.

@ Nicholas Lativy

  • San Zhi (Taiwan)

Situata nelle vicinanze di Taipei è stata soprannominata Ufo Houses.

Difatti a guardare le rovine dell’abitato sembra di trovarsi ad osservare le rovine di una città del futuro.

Le notizie in rete sono differenti e confuse e le leggende metropolitane in casi come questo sono innumerevoli.

Costruito tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, il complesso futuristico doveva probabilmente essere destinato ad un turismo di lusso.

Unica cosa certa è che durante la costruzione di questa cittadina,  si verificarono numerosi e strani incidenti mortali che spaventarono la popolazione locale a tal punto da interrompere definitivamente i lavori.

@ cypherone – Taiwan

  • Craco (Italia)

Craco è una piccola città fantasma della Basilicata, famosa nell’antichità per la sua abilità nel difendersi dalle invasioni nemiche.

Situata su uno sperone di roccia, a seguito di alcuni terremoti e smontamenti del terreno all’inizio degli anni ’60 la cittadina è stata abbandonata a se stessa.

Al giorno d’oggi il piccolo villaggio è meta di pochi turisti che si recano in visita ad alcune interessanti chiese dell’antichità rimaste ancora in piedi.

@ [HD]_zero

  • Kolmanskop (Namibia)

Una volta era una ridente e prospera cittadina africana. A seguito dell’esaurimento della miniera d’oro per il quale era stata costruita all’inizio degli anni ’50  è stata lasciata completamente all’abbandono; a meno che, non la si voglia utilizzare per scopi diversi a quelli meramente turistici come suggeriva la rivista Off Track Planet qualche tempo fa.

@ coda

  • Hashima (Giappone)

Durante la rivoluzione industriale in Giappone, la Mitsubishi costruì sull’isola un’intera civiltà incentrata intorno ai giacimenti di carbone di grandi dimensioni presenti nelle vicine isole Nagasaki.

All’esaurimento dei giacimenti, i 15 acri dell’isola capaci di ospitare più di 5.000 abitanti (tra lavoratori e le loro famiglie) agli inizi degli anni ’70 vennero abbandonati.

Nel 2009 l’isola fantasma ha aperto le porte ai turisti.

@ mab-ken

  • Oradour-sur-glane (Francia)

Durante la seconda guerra mondiale la cittadina venne invasa dalle truppe Naziste. I soldati tedeschi distrussero completamente il centro abitato uccidendo 642 persone.

Ai giorni nostri il villaggio è un luogo della memoria, difatti auto bruciate ed edifici distrutti sono stati lasciati esattamente come rimasero dopo il passaggio delle truppe tedesche; per ricordare uno dei momenti più tristi e cruenti della storia dell’umanità.

@ Nwardez

  • Centralia (Stati Uniti)

Centralia è o meglio era, una cittadina dello stato della Pennsylvania. Difatti dal 2002 lo stato ha revocato il codice postale della città trasformandola praticamente in una Ghost City.

Sorta nei primi del ‘800 la città fu costruita sopra un giacimento di antracite puro al 95%. L’antracite è un materiale difficilmente infiammabile ma che una volta acceso è altrettanto difficile da spegnere.

Ed è proprio un incendio la causa della rimozione del codice postale da parte dello stato. Difatti si calcola che l’incendio scaturitosi nei primi anni ’60 si protrarrà per un altro centinaio di anni rendendo praticamente invivibile l’area.

Tanti i danni causati dalle interminabili fiamme; in primis la strada stessa che attraversava la città, chiusa definitivamente al traffico a causa dello scioglimento dell’asfalto che ha causato l’apertura di enormi crepe sul manto stradale.

Gli appassionati di videogiochi inoltre riconosceranno magari la città per essere l’ispiratrice del noto videogame Silent Hill, seguito poi dall’omonimo film del 2006.

@ A.D.Wheeler

  • Humberstone (Cile)

Dichiarate patrimonio dell’umanità UNESCO nel 2005, Humberstone era in origine una vivace raffineria di salnitro (Nitrato di Potassio) nel bel mezzo del deserto di Atacama.

Fondata alla fine del ‘800 dall’inglese James Thomas Humberstone, nel 1929 la raffineria  ebbe i primi problemi dovuti alla prima grande crisi mondiale. Rilevata da un’impresa locale con un totale rimodernamento della struttura fu abbandonata definitivamente negli anni ’70 a causa di problemi economici.

@ Claudio.Núñez

  •  Bodie (Stati Uniti)

Bodie è una piccola cittadina della California quasi al confine con il Nevada.

Grazie alla febbre dell’oro nel 1880 era considerata una delle città più popolate della California. Basti pensare che nel solo miglio di lunghezza della polverosa strada principale che attraversa la cittadina, erano presenti uno dietro l’altro ben 65 saloon.

Ma oltre a locali per il ristoro Bodie aveva anche ospedali, chiese, quattro stazioni dei vigili del fuoco e persino un quartiere di Chinatown.

Fu abbandonata intorno al 1940 ed oggi è solo metà di turisti liberi di passeggiare tra le strade vuote della città.

@ mikebaird

  • Kayaköy (Turchia)

Kayaköy è una piccola cittadina nel sud-ovest della Turchia. Migliaia di cristiani di lingua greca vissero in questa cittadina per centinaia di anni.

A causa della guerra greco-turca (1919-1922) ed al conseguente trattato di Losanna, la popolazione di origine greca dovette abbandonare la cittadina per ritornare in patria; mentre i turchi che tornavano nella propria di patria dalla Grecia preferirono vivere ai piedi della collina per coltivare i terreni più pianeggianti.

@ corfy

Città fantasma in giro per il mondo ce ne saranno sicuramente tantissime altre. Nel caso ne vogliate aggiungere qualcuna, basta un commento. 😉

Della serie meglio tardi che mai, “surfando” su Youtube ho beccato il video: “Riders are Awesome 2011

Una raccolta adrenalinica dei migliori salti (moto, bici, skate, a piedi, ecc.) del 2011.

Godetevi questo mix di tecnica e follia! 😉


Se vi è piaciuto il genere, potete anche dare uno sguardo ai Miglior 10 salti “virali”.

Ben presto i viaggi spaziali saranno realtà!

Non si conosce ancora la data ufficiale ma vista l’inaugurazione da parte di Virgin Galactic del primo aeroporto spaziale commerciale, quest’ultima non deve essere certo molto lontana.


Spaceport America, così il nome dell’aeroporto, si trova nel New Mexico in perfetta armonia con l’ambiente circostante sia dal punto di vista visivo sia dal punto di vista della sostenibilità.

Per la realizzazione, Foster + Partners l’azienda inglese vincitrice del progetto, ha utilizzato materiali locali e tecniche costruttive regionali, sostenibili e sensibili all’ambiente circostante.

Ricardo Ricote Rodríguez

Lunga all’incirca 3km, la pista del Spaceport America permette le operazioni a qualsiasi tipo di aeronave.

Le installazioni del complesso inoltre sono in grado di albergare due Virgin Motership (VMS), gli aerei con doppia fusoliera con la quale si realizza la prima parte del volo fino al primo strato dell’atmosfera e cinque Virgin Spaceship (VSS), gli aeromobili destinati a raggiunger gli oltre 100km di altezza per regalare ai passeggeri uno spettacolo a dir poco mozzafiato.

Jeff Foust

Costo “modico” del volo all’incirca 200.000$.

 

Secondo voi quanti “touch” avvengono su di un Tablet durante l’arco di una giornata da un utente medio?

Ve lo dico io, all’incirca 10.000 volte. E se questi 10.000 tocchi fosserò in grado di ricaricare il Tablet stesso senza bisogno di caricabatterie? Ideona!

Grazie a Ecopad di Ecowizer l’ideona è realizzabile. Praticamente l’utente stesso durante il normale utilizzo del Tablet, ricarica il dispositivo grazie alla tecnologia nano piezoelettrica ed ad uno speciale strato posto proprio sotto il display che trasforma la pressione delle dita in carica per la batteria.

Vincitore del premio a life with future computing organizzato da Fujitsu e dalla DA (Design Association Japan), L’Ecopad potrebbe aprire le porte ad un mercato di dispositivi touchscreen ecosostenibili. Vista la quantità di rifiuti elettronici che vengono prodotti ogni anno, mica male!