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The Bennett School è una costruzione in stile Vittoriano datata 1890 situata nella cittadina di Millbrook nello stato di  New York.

Originariamente chiamata Halcyon Hall, l’antica costruzione nacque come Hotel composto da 200 stanze distribuite su 5 piani più un seminterrato e un sub-seminterrato.

@ reinholdbehringer

Sfortunatamente il lussuoso hotel non riuscì a guadagnare la popolarità sperata tra gli aristocratici del tempo. Chiuse definitivamente i battenti nel 1901.

@ sebastien.b

L’edifico rimase inutilizzato fino a quando venne scelto nel 1907 da Miss Bennett come sede della scuola Bennett per ragazze. La scuola rimase in funzione per 17 anni ospitando 120 ragazze; di seguito fu trasformata in collegio che cessò definitivamente la sua attività nel 1978.

Da allora l’edificio è abbandonato a se stesso. Visto lo stato attuale magari un giorno verrà scelto per girare il sequel di The others.

@ JKönig

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Perchè nel simbolo della medicina c’è la figura del serpente?

Vi siete mai fatta questa domanda? Ovviamente la risposta si trova nell’antichità.

Questo antico simbolo chiamato Caduceo, ha due diverse rappresentazioni ad uno o due serpenti.

@ serpentoffire

Il primo associato a Asclepio, Dio della Medicina ed il secondo a Hermes (Mercurio), Dio del Commercio.

Asclepio racconta la mitologia, era un ottimo medico che venne ucciso da Zeus con una saetta per evitare che convertisse gli uomini in immortali.

I devoti del Dio ucciso, costruirono un tempio in suo onore dove comparsero serpenti apparentemente morti che prendevano vita una volta che venivano toccati dagli umani. Attribuendo l’episodio al loro Dio defunto, i fedeli iniziarono a rappresentare la figura di Asclepio insieme ad un serpente.

@ Thomas Leplus

Hermes invece secondo la mitologia ricevette in regalo da Apollo un bastone. In un suo viaggio in Arcadia si trovò dinanzi a due serpenti che in un combattimento si stavano divorando a vicenda; Hermes intervenne nella disputa buttando il bastone tra di loro riuscendo immediatamente a riappacificarli.

Da questa leggenda nacque l’immagine del Caduceo a due serpenti che poi è stato scelto dalla medicina internazionale come proprio simbolo; probabilmente per rappresentare la lotta tra malattia e guarigione. 🙂

@ Pseudothink

 

L’associazione “Lapis – Arte” avviene abbastanza spontaneamente.

Ma c’è chi utilizza le matite andando oltre il loro “semplice” uso grafico. Dalton Ghetti, artista brasiliano nazionalizzato statunitense, ad esempio con una grande dose di creatività, pazienza ed eccezionale dote riesce a trasformare delle semplici punte di matite in vere e proprie opere d’arte.

Durante la sua esperienza come carpentiere, Ghetti scoprì di avere la portentosa abilità di “scolpire” miniature.

@ Samu73

Ogni opera comporta in media 2/3 mesi di lavoro, anche se la realizzazione di un busto di Elvis Presley ha richiesto 2 anni e mezzo della sua vita.

Come è logico, lavorando con un materiale così delicato, molte delle sue opere si rompono prima di essere terminate.

I soggetti rappresentati dall’artista sono tra i più variegati: scarponi, ciondoli, un intero alfabeto, bottoni, ecc., ecc., ecc.

@ topgold

Chiudo con un breve video di alcune delle sue straordinarie opere d’arte.

 

Paddy Art è un nuovo tipo di “Arte” nata in un villaggio rurale del Giappone per rilanciare il turismo locale.

Si tratta di grandi immagini ottenute piantando riso modificato geneticamente in modo da ottenere 3 colori diversi (Rosso, Bianco e Giallo).

Dal 1993 ogni anno la popolazione di Inakadate, paesino di circa 8.500 abitanti nel distretto di Aomori, trasforma le sue risaie in tela per “dipingere” vere e proprie opere d’arte.

@ shinkusano

Solo l’anno scorso il creativo villaggio giapponese ha richiamato 170 mila visitatori, che dalla terrazza situata sul tetto del municipio locale hanno potuto ammirare le fantasiose e pittoresche rappresentazioni artistiche.

@ IRRI Images

La creazione delle grandi immagini vengono inizialmente realizzate al computer. Dopo la progettazione digitale si passa al lavoro sul “campo” piantando numerosi paletti di riferimento per la semina colorata.

Siete stati mai beccati da un autovelox?

Spero per voi di no visti gli importi delle multe. In tutti i modi ho scoperto qualche tempo fa su youtube un autovelox di ultima generazione “efficace e non lesivo” per il proprio portafoglio.

L’idea è di un gruppo di ragazzi spagnoli, precisamente galiziani, che durante un carnevale hanno avuto l’idea semplice e geniale di questo pratico strumento per ridurre la velocità di auto e moto.

Vista la fantasia ispanica, non oso pensare cosa gli sia venuto in mente durante i festeggiamenti mondiali per la Spagna campione del mondo.

Buon divertimento! 🙂

 

Ieri sera guardando un documentario in streaming da un sito spagnolo su Salvador Dalì ho fatto una scoperta curiosa e interessante, The Milk Crown.

The Milk Crown (Corona di Latte) è il risultato di una foto scattata ad una goccia di latte, dal fotografo scientifico statunitense Harold Edgerton nel 1936 con la tecnica della fotografia stroboscopica.

La fotografia stroboscopica, consiste nel registrare su pellicola una successione di movimenti ravvicinati, tradotti in immagini multiple con l’ausilio di numerosi lampeggiatori elettronici sincronizzati che scattano varie volte al secondo in un ambiente buio. (Fonte: Sapere.it)

Una goccia di latte fatta cadere su un vassoio stracolmo dello stesso liquido, crea appunto la delicata forma simile a una Corona di latte.

@ ecstaticist

La cosa che soprattutto mi ha colpito, oltre alla grande genialità di Dalì, è che dal 1938 l’artista catalano s’ispiro a quest’immagine scientifica per comporre la firma che poi utilizzò nelle sue opere. In teoria dovrebbe essere quella della foto qui sotto. 😛

@ laformuladelapiz

Con le tecnologie dei giorni nostri, quest’esperimento può sembrare quasi una stupidagine, in tutti i modi ancora oggi la “vecchia Corona” rimane la protagonista di nuove e continue sperimentazioni.

 

Atlanterhavsveien in norvegese significa “Strada dell’Atlantico”.

La Strada dell’Atlantico è uno spettacolare percorso di circa 8 km che collega la costa continentale della Norvegia alla cittadina di Averøy, situata sull’omonima isola proprio difronte la costa.

Questo incredibile percorso salta di isolotto in isolotto attraverso ponti e curve impressionanti che immergono il viaggiatore in un’atmosfera del tutto entusiasmante e surreale.

La sua costruzione durò 6 anni, però dal 1989 anno della sua innaugurazione, è divenuta la seconda attrazione turistica più visitata dai turisti, riuscendo così a vincere nel 2005 anche il premio come migliore costruzione norvegese.

Il tratto più affascinante del percorso è quello relativo al ponte di Storseisundet; lungo 260 metri e dove si realizza sicuramente la curva più impressionante di tutto il tragitto.

Oltre a scorci emozionanti in alcuni periodi dell’anno con un poco di fortuna è possibile avvistare anche foche e balene.

Non a caso anche il quotidiano inglese The Guardian la segnalò nel 2006 come miglior viaggio su strada al mondo.

Un Road Trip sicuramente da intraprendere almeno una volta nella vita.