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Dopo il caso del fotografo californiano Colin Rich e del suo esperimento Pacific Star II, ecco realizzata un’altra “missione spaziale” fatta in casa. 🙂

Questa volta si tratta di padre e figlio che hanno avuto la brillante idea di lanciare un iPhone sullo spazio.

Proprio come nel caso di Colin Rich, l’iPhone è stato isolato in un contenitore di polisterolo costruito artigianalmente e colorato di arancione per essere visibile ad eventuali aerei incontrati in volo sopra i cieli newyorkesi.

Agganciato ad una sonda meteorologica (sempre artigianale), il telefonino di casa Apple è stato in grado di realizzare un video della curvatura della terra davvero spettacolare.

Il piccolo “Shuttle” ha raggiunto la sorprendente altezza di 100.000 piedi (poco più di 30km) prima che il pallone a cui era legato scoppiasse. L’oggettino volante grazie al segnale Gps è stato ritrovato a 30 miglia (48 km) a nord di Newburgh, luogo del lancio.

Se volete seguire le prossime “missioni spaziali”, padre e figlio hanno anche realizzato un sito, www [punto] brooklynspaceprogram [punto] com.

 

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A volte non c’è bisogno di essere un astronauta giapponese o far parte di un costosissimo progetto della NASA per ottenere delle foto dello spazio decisamente spettacolari.

È il caso di Colin Rich, fotografo californiano che con tanta fantasia e una piccola spesa ha ottenuto immagini spaziali incredibili.

Un pallone aerostatico gonfiato a Elio, una cassa contenitore costruita artigianalmente e due fotocamere digitali Canon; sono gli ingredienti del progetto Pacific Star II.

Con Il Pacific Star II il fotografo statunitense è riuscito ad ottenere foto da una altezza di 125.000 piedi, all’incirca 38km.

Dopo la costruzione della cassa, che ha resistito alla sorprendente temperatura di -51° C, Colin Rich ha modificato le due fotocamere (comprate su EBay per 45$) in modo tale che potessero scattare 3 foto ogni 3 minuti e registrare un video di 1 minuto ogni 4 minuti.

Il “volo” delle due macchinette digitali ha avuto una durata di 35 minuti tra ascesa e discesa.

L’atterraggio morbido, grazie all’utilizzo di un piccolo paracadute inserito nella cassa, è avvenuto all’interno di un vecchio Uliveto a 30km di distanza dal luogo di lancio.

Il facile recupero è stato possibile grazie al sistema Gps presente all’interno della cassa.

Ingenioso, no?! Godetevi il video! 😉