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Lavami!

Pubblicato: 26 novembre 2010 in Arte, Curiosità
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Alzi la mano chi da ragazzino non ha mai griffato i vetri delle auto sporche e impolverate con la famosa parola, “Lavami!

Probabilmente Scott Wade, artista texano, ha iniziato allo stesso modo ma ai giorni nostri ha deciso di andare ben oltre il semplice “Wash me”.

Difatti Wade, esponente di punta della Dirty Car Art (arte delle auto sporche), utilizza i lunotti posteriori delle auto impolverate come vere e proprie tele per realizzare i suoi capolavori.

Guardare per credere!

@ Laughing Squid

@ charles210

@ dobre-stvari

Per la galleria completa di queste “sporche opere” si può visitare il sito ufficiale dell’artista www [punto] dirtycarart [punto] com

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C46, C60, C70, C90, C120…queste sigle vi dicono qualcosa?

Probabilmente chi era ragazzo negli anni 60, 70, 80 sa di cosa sto parlando. Si tratta delle sigle con cui venivano indicate i vari tipi di “Audiocassette”.

La Music Cassetta venne introdotta sul mercato nel 1963 dalla Philips e raggiunse il suo boom di vendite ed utilizzo nella decade dell’80; purtroppo per loro l’avvento di CD prima ed Mp3 poi, hanno segnato pian piano la loro fine.

Sicuramente in tanti ne hanno almeno una dimenticata in qualche cassetto……che farne ora che sono definitivamente fuori commercio?

Un’artista statunitense, Erika Iris Simmons in arte Iri5, ha trovato un modo per “riutilizzarle” decisamente curioso e divertente.

Srotolando completamente il nastro, l’artista crea un groviglio nero da cui poi realizza i volti di alcuni mostri sacri della musica del passato, che proprio grazie alle Music Casette (oltre ai dischi di vinile) devono il loro enorme successo. Santana, Bob Marley, Jim Morrison, The Beatles, Kurt Cobain, solo per fare alcuni nomi.

Guardare per credere alcuni esempi 😉

– Bob Dylan

@ SOCIALisBETTER

– Robert Smith dei Cure

@ SOCIALisBETTER

Vi consiglio vivamente di dare uno sguardo alle gallerie complete sulla pagina ufficiale dell’artista (qui) o sulla sua pagina Flickr (qui).

Impressionanti, no!?!

Trovato qui: Focus.it

Dopo l’acquisizione della chiocciolina (@) da parte del Momà di New York, un altro simbolo dell’era digitale o meglio i prodotti di un simbolo dell’era digitale, vengono acquisiti da un museo di arte contemporanea newyorkino.

Al Guggenheim di New York è nata la prima biennale di video creativi griffata Youtube.

YoutubePlay, così il nome del “concorso”, nasce dalla collaborazione proprio tra Youtube e il museo della grande mela. Grazie a questo contest nell’arco di un anno sono stati raccolti oltre ventimila video provenienti da 90 paesi differenti.

Un vero e proprio Melting Pot digitale da cui sono stati selezionati dalla giuria le venticinque “opere” vincitrici che sono state proiettate sulle pareti del museo dal 22 al 24 ottobre.

Di seguito qualche video tra i miei preferiti presenti alla biennale. Se vi va di guardare i 25 finalisti o gli altri video in concorso, li potete trovare qui.

Buona visione!

 

Si è conclusa ieri al Palazzo Reale di Milano, dopo un mese di esposizione, la mostra dell’artista veneto Maurizio Cattelan promossa dall’assesorato al Turismo del Comune di Milano.

Grazie a questo evento, sarà possibile la realizzazione di un nuovo museo al Binario 21 della stazione centrale della capitale lombarda, difatti l’incasso della mostra è stato totalmente devoluto alla comunità ebraica per la realizzazione del Museo dell’Olocausto.

Ma più per l’atto lodevole del Comune di Milano la mostra ha richiamato l’attenzione per un altro motivo; per una singola opera d’arte, L.O.V.E, che ha scatenato non poche polemiche.

L’opera in questione è un gigantesco dito medio di marmo di Carrara dell’altezza di 11 metri (base compresa) esposto al di fuori delle mura del Palazzo Reale, precisamente nel cuore finanziario del nostro paese: Piazza Affari.

@ Tuli, ツ

In un paese “moralista” come l’Italia non si contano le polemiche scaturite intorno all’opera.

Certo vista la crisi finanziaria degli ultimi anni, la scultura di Cattelan è certamente apprezzata dai cittadini milanesi e non solo.

Ma ora l’ultima polemica a riguardo è: cosa fare ora del dito? Il sindaco Moratti ha dichiarato che l’opera rimarrà a Piazza Affari per tutte le vacanze natalizie.

E poi? Dove esporlo?

C’è chi vorrebbe che Cattelan pagasse l’occupazione del suolo pubblico, chi vorrebbe a Piazza Affari un “vero e proprio” monumento, chi vorrebbe rinchiudere l’opera in un parco o in un museo o chi addirittura sarebbe disposto a portarla a Bologna nel caso il comune lombardo proprio la rifiutasse.

@ Latente 囧 www.latente.it

E se invece si facesse decidere ai cittadini? Di sicuro troverebbero la sistemazione più adeguata per il gigantesco “Vaffa”.

Io un paio di idee le avrei….voi dove lo posizionereste???

 

Chi non ha ancora visto Avatar? Penso ben pochi…

La creazione di James Cameron, piaciuta o no, rimarrà sicuramente nella storia del cinema per le sorprendenti tecniche digitali utilizzate in 3D.

@ 3dstereopics

Come si sa il cinema è uno dei settori che più rapidamente evoluziona, che rimane a passo con i tempi, che cerca sempre di catturare e sorprendere lo spettatore; per queste ragioni probabilmente la nuova tecnica del 4D non è poi così lontana.

Qual’è il regista che poteva introdurre questa nuova tecnica se non il talentuoso e visionario Tim Burton?!?

@ Krysthopher Woods

Difatti già da ieri fino al 31 ottobre al Teatro Capitan di Hollywood sarà possibile assistere ad una proiezione in 4D del gioiello cinematografico, a mio avviso più riuscito di Tim Burton: Nightmare Before Christmas.

@ jamielynn1286

Secondo quanto riporta la pagina web Thisisbrandx.com, difatti oltre ai “classici” effetti del 3D la proiezione del film sarà accompagnata da effetti sensoriali come neve, nebbia e vento…..insomma la quarta dimensione!

4D is coming… 😉

 

L’associazione “Lapis – Arte” avviene abbastanza spontaneamente.

Ma c’è chi utilizza le matite andando oltre il loro “semplice” uso grafico. Dalton Ghetti, artista brasiliano nazionalizzato statunitense, ad esempio con una grande dose di creatività, pazienza ed eccezionale dote riesce a trasformare delle semplici punte di matite in vere e proprie opere d’arte.

Durante la sua esperienza come carpentiere, Ghetti scoprì di avere la portentosa abilità di “scolpire” miniature.

@ Samu73

Ogni opera comporta in media 2/3 mesi di lavoro, anche se la realizzazione di un busto di Elvis Presley ha richiesto 2 anni e mezzo della sua vita.

Come è logico, lavorando con un materiale così delicato, molte delle sue opere si rompono prima di essere terminate.

I soggetti rappresentati dall’artista sono tra i più variegati: scarponi, ciondoli, un intero alfabeto, bottoni, ecc., ecc., ecc.

@ topgold

Chiudo con un breve video di alcune delle sue straordinarie opere d’arte.

 

Paddy Art è un nuovo tipo di “Arte” nata in un villaggio rurale del Giappone per rilanciare il turismo locale.

Si tratta di grandi immagini ottenute piantando riso modificato geneticamente in modo da ottenere 3 colori diversi (Rosso, Bianco e Giallo).

Dal 1993 ogni anno la popolazione di Inakadate, paesino di circa 8.500 abitanti nel distretto di Aomori, trasforma le sue risaie in tela per “dipingere” vere e proprie opere d’arte.

@ shinkusano

Solo l’anno scorso il creativo villaggio giapponese ha richiamato 170 mila visitatori, che dalla terrazza situata sul tetto del municipio locale hanno potuto ammirare le fantasiose e pittoresche rappresentazioni artistiche.

@ IRRI Images

La creazione delle grandi immagini vengono inizialmente realizzate al computer. Dopo la progettazione digitale si passa al lavoro sul “campo” piantando numerosi paletti di riferimento per la semina colorata.